il manifesto
30 Luglio 1998 
   
INTERNET

QUELLE PAGINE APERTE SULL' INFORMAZIONE LIBERAMENTE IN LINEA

I quotidiani in rete diventano il risultato di intrecci e scambi mediatici tra attori diversi con l'obiettivo di superare la crisi delle fonti istituzionali dell'informazione

- SABRINA D'ORSI - 

S olo ieri c'era l'informazione online, che in qualche modo ricalcava sulla rete Internet le fonti e i meccanismi del quotidiano. Ora la comunità virtuale per eccellenza, quella dei navigatori della grande rete, sta già sperimentando una nuova frontiera, i metagiornali, strumenti di comunicazione "altra" basati su intrecci di fonti e di autori diversi. Il motore di questo nuovo fenomeno comunicativo è l'impulso al decentramento e alla perdita di punti di riferimento istituzionali. In un mondo dove la prossimità e la località vengono rimpiazzate da artificiale e virtuale, anche l'informazione consolidata e istituzionale perde terreno a vantaggio di altri flussi, non più così sotterranei, in barba a vecchie sicurezze e a modelli consolidati di approvvigionamento mediatico. E' la pulsione a salire su una navicella spaziale e lasciarsi il mondo alle spalle, ripartendo da zero nel considerare l'affidabilità delle fonti di tutte quelle informazioni che fino ad oggi erano considerate imprescindibili per essere aggiornati.

 Il percorso ha radici profonde: i progettisti del nostro secolo pensarono la città secondo diversi modelli ideali: la "metropoli meccanica" degli anni Venti e Trenta completamente integrata nella logica della rivoluzione industriale; la "metropoli omogenea" degli anni Quaranta e Cinquanta, con la ripetizione ossessiva dei prodotti di grande serie; la "metropoli ibrida" degli anni Sessanta e Settanta, in cui la complessità e la diversità erano diventati valori positivi e fonte di ricchezza progettuale.Quella che degli anni Novanta è la "metropoli fredda", in cui le contraddizioni sociali e culturali, invece di esplodere, convivono in equilibrio dinamico: alta riproducibilità di oggetti fatti a mano, programmazione e anarchia, standardizzazione e diversificazione. Analogamente i metagiornali vanno "inventando" nuovi modelli: da un lato salvaguardia e auto-formazione rispetto alle fonti "classiche", dall'altro risorse originali, a disposizione gratuita di chi è alla ricerca di informazione altra.

 Al primo caso appartiene Spin (Strategic Progressive Information Network), un progetto del Media and Democracy Congress, che nel 1997 ha riunito più di 200 organizzazioni progressiste negli Stati Uniti: agire sui mezzi di comunicazione, attenzione agli eventi locali e nazionali attraverso contatti mediatici autogestiti. L'approccio fai-da-te ha avuto successo tra le organizzazioni che si occupano di stampa alternativa quali la Free Speech TV, Independent Press Association, Alternet, Alternative Radio, National Asian American Telecommunications Association e Media Education Foundation. Ecco dunque We the media ("Il media siamo noi") una guida per la democrazia mediatica con interventi di consulenti, giornalisti e Pr di tutto il mondo.

 Un esempio di creazione originale di fonti è dato invece dal fornitissimo Diarist.net, un sito che si è costituito come fonte alternativa all'informazione mainstream, "coprendo" anche gli eventi presenti sui giornali on-line di interesse nazionale. Alcuni membri di Diarist si occupano anche della gestione della categoria "giornali on line" su NewHoo, la nuova comunità che si è costituita come variante alla più famosa guida di rete "Yahoo!" e che agisce grazie a un intero esercito di volontari. Sono state annunciati un programma televisivo firmato Diarist sulla Tv locale di Seattle e di un canale per la comunicazione via chat su Internet, ospitato da Undernet, un conosciuto provider della costa occidentale. L'esperienza di Diarist ha attirato l'attenzione di Steve Silberman, giornalista di fama riconosciuta, che lo ha recensito sulle pagine Metajournals.com, una testata che ha visto la luce su Internet poco meno di un mese fa. Ma forse il più valido strumento di consultazione di informazione "altra" su Internet è sicuramente Nettime.Oltre alle fonti che su Internet si stanno imponendo come punti di riferimento del giornalismo alternativo online, nascono sempre più di frequente esperimenti di tribù di scrittori non professionisti, magari semplici cittadini elettronici che condividono online la vita di tutti i giorni attraverso pagine di diari, lettere e racconti personali. E' il caso di Open Pages (www.hedgehog.net/op/) che, nata nel 1996, raccoglie più di 300 partecipanti. Sono loro che contribuiscono alla crescita di questo enorme scorcio di vita di fine millennio. Il meccanismo è quello del webring, ovvero un network decentralizzato e dinamico che permette di entrare a caso nelle pagine di chi ha accettato di fare parte del circuito.

 La fondatrice di Open Page è Kat (dotata dei seguenti alias: Ophelia Z, Dark Snuggle, Wixlotl, Lavender Greene) e basata in Honolulu. Ex giornalista online, Kat ha forse colto prima di altri l'esigenza di comunicazione che si esprime in modo clamoroso attraverso la crescita esponenziale delle persone che ogni giorno si collega alla grande rete.

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