│LA SCOPERTA DELLA LENTEZZA
_ osservare cosa accade intorno, invece di
trangugiare il pasto re-imparare a masticare, saper aspettare, tutte queste cose richiedono una sola cosa: tempo.
_oggi il tempo è il nostro bene piu prezioso. l'abitudine a correre sempre per risparmiar tempo ci ha schiavizzato e ridotto delle calcolatrici. calcoliamo quanto tempo ci metteremo per fare ogni cosa e poi valutiamo se ne vale la pena. viviamo in un periodo storico fatto di opportunità da cogliere al volo. o adesso o mai più. e cosi il tempo diventa nostro nemico, un concorrente da battere per poter avvantaggiarci su di lui.
_tutto ciò porta al degrado perchè ogni cosa fatta infretta è inutile, sprecata e di poco valore, è un pezzo di vita che ci è stato sottratto.
│ANDREA IMPARA AD ANDARE PIU' PIANO
Andrea: "_la mia scoperta personale del piacere
del camminare nasce per una serie di eventi abbastanza casuali. Grazie al mio hobby principale (la radio e il mondo dei radioamatori) mi sono ritrovato insieme ad un amico con radio ed antenne sulla cima del Monte Autore , una piccola montagna all’interno del parco dei Monti Sibruini, nel cuore dell’Appennino. la passeggiata d’avvicinamento e il paesaggio hanno fatto scattare nel mio cuore di torinese, nato e cresciuto con le Alpi vigili sempre attorno, qualcosa di nuovo e di inaspettato. Pochi mesi dopo io e un amico eravamo già nei banchi delle sezione Cai di Roma ha seguire un mitico “corso di escursionismo” che ci ha riempito di teoria (geologia, topografia, meteorologia, etc. etc.) e ci ha permesso di conoscere in quattro uscite collettive le bellissime montagne dell’Appennino.
_dal corso in poi è stato pure amore ritrovato per la montagna e il camminare “in salita”. Pian piano da solo, o con altri amici, ho iniziato a conoscere le montagne dell’Appennino usando al massimo le nostre gambe ed evitando ogni tipo di avvicinamento meccanico come impianti di risalita o funivie".
_nel camminare in montagna c’è qualcosa di magico che non è facile descrivere con poche parole. C’e’ di sicuro la scoperta di una pace interiore che nel mio caso viene apprezzata e sentita in mezzo al silenzio della natura e al passo lento del procedere in salita. Intorno il paesaggio è sempre diverso, il camminare lento ci permette di cogliere ogni piccola differenza del paesaggio che ci circonda. I suoni degli animali, il vento, il proprio respiro è un ascolto diverso, che ci liberà del rumore e del “noise” che la città ci costringe ad ascoltare anche se non vogliamo. In montagna lo spirito di osservazione è al massimo delle sue possibilità, alla ricerca di segni, di orme di animali, di nuovi sentieri o semplicemente per cogliere nel suo insieme un ambiente così bello e pieno di stimoli.
_con lo stesso spirito ho riscoperto l’uso della bicicletta in città, non come mezzo di divertimento nei fine settimana o nei parchi, ma come mezzo di trasporto che di permette di “rallentare” i nostri spostamenti e nello stesso tempo di migliorare il nostro rapporto con la metropoli. Se all’inizio infatti nei primi spostamenti nel traffico c’è un po’ di paura e di confusione man mano che si usa la bici e si accendono al massimo i nostri sensi e si scopre il piacere di andare piano in un flusso che invece vuole sempre accelerare.
_la bicicletta ci permette di andare piano, e questo andare piano è in netta antitesi con il resto del mondo e del traffico che ci circonda. tutti stanno chiusi nelle loro macchine con l’aria condizionata e l’autoradio, isolandosi dal mondo esterno. con la bici sei invece immerso nella città: ne senti gli odori e le voci, ti arriva il polline primaverile in faccia o senti i mille idiomi dei turisti che affollano la città. i percorsi delle bici sono creativi, non sono dettati da flussi di traffico o sensi unici, nascono al momento grazie ad un’intuizione e ti permettono di scoprire angoli e zone delle città nascosti ai più.
_I
l rischio di finire a terra grazie all’inciviltà degli automobilisti c’è ma il senso di libertà regalato dalla bicicletta supera ogni paura e ogni stress da incidente.
_la bicicletta aiuta a capire che è possibile un altro andare più lento, in modo più riflessivo e meno frenetico, cambiando radicalmente il rapporto tra noi e le strade, e tra noi e la città".
│SABRINA IMPARA A RESPIRARE
sabrina: " _ho provati mille tipi diversi di yoga perchè tutti dicevano che funzionava:: Raja, Ashtanga, Integral, Iyengar, Kundalini. Ma per un sacco di anni la ritualità ad essi collegata non mi convinceva, non ne trovavo alcun giovamento.. Avevo cercato in tutti i modi di sganciarmi dal crocefisso e ora mi ritrovavo dinuovo con le mani giunte. e no. 
_poi ho cominciato a fare yoga in gravidanza quando aspettavo zeno che al settimo mese non si era ancora girato nella giusta posizione. un giorno la maestra mara mi messo in una posizione a testa in giu e mi ha detto: "ora stai tranquilla e respira, potresti sentire qualche sconvolgimento laggiu in fondo alla pancia". il giorno dopo facevo l'ecografia e zeno si era girato. casualità? sincronicità? qualche tempo dopo ho conosciuto la maestra olga nicodemi che pratica Raja Yoga e ho riconosciuto in lei tutta la saggezza intravista nelle persone conosciute nel nostro viaggio in India. Il Raja è un tipo di yoga abbastanza fisico ma non molto faticoso. E' considerato uno yoga completo perchè lavora sul controllo del corpo e della mente attraverso il respiro. Lo yoga non si propone di raggiungere alcun obiettivo, nè fisico nè mentale. E' la strada che si percorre per arrivare in un proprio personalissimo luogo che è la consapevolezza. Le posizioni (asana) che il corpo assume sono potenti e rivelatrici, basta praticarle per qualche tempo per sentire tutta la loro efficacia. Ora ho capito ed è facile dirlo.
_cosa c'è di speciale nello yoga? qui alcune considerazioni, ragionamenti e indicazioni sulla mia esperienza con lo yoga.


